- Luglio 12, 2025
- by Av. Selman EKE
- Generale
Avvocato Italiano in Turchia Selman EKE
Lavorare tra Italia e Turchia: la doppia imposizione fiscale spiegata ai lavoratori italiani e residenti turchi
A cura dell’Avv. Selman Eke – Avvocato turco abilitato, laureato in Italia, esperto in diritto internazionale e fiscale
Introduzione
Negli ultimi anni, la mobilità professionale tra Italia e Turchia è aumentata in modo significativo. Molti cittadini italiani lavorano in Turchia o collaborano con aziende turche, sia in presenza che da remoto. Questo ha sollevato interrogativi legittimi su dove e come tassare i redditi percepiti.
In qualità di avvocato abilitato in Turchia, laureato in Italia, con esperienza diretta nella consulenza legale e fiscale internazionale, intendo chiarire il funzionamento dell’accordo contro la doppia imposizione tra Italia e Turchia, offrendo risposte concrete ai lavoratori transnazionali.
1. Che cos’è la doppia imposizione fiscale?
La doppia imposizione si verifica quando due Stati pretendono di tassare lo stesso reddito. Questo accade generalmente quando un individuo ha collegamenti con entrambi gli Stati, ad esempio residenza in uno e attività lavorativa nell’altro. Per evitare tale duplicazione, molti Stati stipulano convenzioni bilaterali.
2. La convenzione tra Italia e Turchia (1990)
L’accordo bilaterale tra Italia e Turchia, firmato il 27 luglio 1990 ed entrato in vigore il 12 ottobre 1993, ha l’obiettivo di evitare la doppia imposizione e prevenire l’evasione fiscale. Copre le imposte sul reddito, compresi salari, pensioni, dividendi, interessi, royalties, e altri redditi. Stabilisce criteri di prevalenza per la tassazione e meccanismi di credito o esenzione.
3. Residenza fiscale: il nodo centrale
In Italia si è fiscalmente residenti se si soggiorna per più di 183 giorni o si ha il centro degli interessi. In Turchia, la residenza fiscale dipende dal superamento di 183 giorni o dalla presenza stabile. In caso di doppia residenza, la convenzione applica criteri internazionali di prevalenza.
4. Tassazione dei redditi da lavoro (Art. 15 della convenzione)
Il reddito da lavoro dipendente è generalmente tassato nello Stato dove viene svolto il lavoro. Tuttavia, se il lavoratore è presente per meno di 183 giorni, e il datore non è residente nello Stato della fonte, allora la tassazione avviene solo nello Stato di residenza.
5. Esempi pratici
• Un cittadino italiano residente in Italia che lavora da remoto per una società turca: tassazione in Italia.
• Un cittadino italiano che lavora in presenza in Turchia per più di 183 giorni per un datore turco: tassazione in Turchia.
• Un dipendente distaccato temporaneamente in Turchia: tassazione secondo durata e struttura del contratto.
6. Come si evita la doppia imposizione?
• Credito d’imposta: lo Stato di residenza concede un credito per le imposte pagate all’estero.
• Esenzione: in alcuni casi, lo Stato di residenza esenta il reddito già tassato all’estero. L’Italia applica generalmente il credito d’imposta secondo l’art. 165 TUIR.
7. Obblighi pratici per i lavoratori italiani
• Verificare la propria residenza fiscale.
• Richiedere un certificato di residenza fiscale.
• Dichiarare i redditi percepiti all’estero.
• Conservare la documentazione fiscale estera.
• Consultare un esperto legale o fiscale per applicare correttamente la convenzione.
8. Il ruolo dell’avvocato internazionale
Il mio studio assiste lavoratori e aziende con:
• Analisi personalizzata della convenzione fiscale
• Pianificazione preventiva
• Supporto nella dichiarazione dei redditi e comunicazione tra consulenti italiani e turchi
• Assistenza nei contenziosi fiscali transnazionali
Conclusioni
La doppia imposizione può essere evitata se gestita correttamente. Affidarsi a un avvocato con esperienza tra Italia e Turchia garantisce una gestione serena e conforme della propria posizione fiscale.
Avvocato Italiano in Turchia Selman EKE – Un ponte legale tra Italia e Turchia
Avv. Selman EKE
Iscritto all´Ordine degli Avvocati di Izmir (Smirne). L´avvocato Selman EKE ha completato la sua formazione universitaria presso la Facoltà di Giurisprudenza dell´Università degli Studi di Perugia. L´avvocato EKE, continuando a lavorare come consulente legale in noti e stimati studi legali a Milano, Perugia e Roma, ha fondato un proprio studio legale in Turchia come avvocato italiano in Turchia. L´avvocato EKE ha esperienza professionale in relazioni di investimento, contratti internazionali, commercio internazionale, diritto degli stranieri, diritto societario e diritto commerciale, in particolare in Turchia e nella Repubblica italiana.
Lo Studio Legale EKE&EKE fornisce servizi soprattutto alle aziende italiane che vogliono investire in Turchia, attraverso avvocato italiano in Turchia. Oltre alla sua professione di avvocato italiano in Turchia, Eke fornisce anche servizi di consulenza legale come esperto di diritto turco e italiano per aziende e studi legali sia in Turchia che in Italia. L´avvocato Selman EKE è iscritto agli elenchi degli avvocati di fiducia dell´Ambasciata della Repubblica Italiana a Istanbul e del Consolato Italiano a Izmir ed è altresì membro della Camera di Commercio Italiana di Izmir.
FORMAZIONE
Facoltà di Giurisprudenza dell´Università degli Studi di Perugia
Università per Stranieri di Perugia
LINGUE PARLATE: Italiano, Inglese
Contatti
Avv. Selman Eke
Studio legale a İzmir – Roma – Milano – Perugia
WhatsApp Italia: +39 333 877 7282
Email: avvselmaneke@legaleeke.com
Sito web: www.studiolegaleeketurchia.com.tr



